Raviolo di borragine

Un equilibrio che si vede subito

Arriva in una fondina chiara, con i ravioli disposti in cerchio come una corona, e al centro un vortice lattiginoso che sembra muoversi da solo. È un piatto che comunica precisione prima ancora del primo boccone, con colori puliti e dettagli piccoli ma intenzionali. La borragine dà alla sfoglia e al ripieno quella sfumatura vegetale elegante, mentre la composizione lascia spazio al respiro, senza riempire il piatto di rumore.

Latticello di capra

Il latticello di capra è la base che lega tutto, ma lo fa con grazia. Non è una crema pesante, è una cremosità sottile, fresca, quasi acidula, che pulisce il palato e rende il piatto contemporaneo. Nelle foto si vede bene quel gioco marmorizzato, con gocce verdi che danno profondità e una nota erbacea. È la parte che fa scorrere il boccone e ti invoglia a continuare.

Anguilla affumicata

Sopra ogni raviolo c’è un tassello di anguilla affumicata, caramellato e lucido, con quella nota scura e marina che entra decisa. È un contrasto voluto, perché la dolcezza affumicata si appoggia sulla delicatezza del latticello e la rende più tridimensionale. La superficie brillante e la tostatura raccontano una cottura precisa, di quelle che danno carattere senza coprire il resto.

Arancia

L’arancia arriva come un dettaglio calibrato, una piccola esplosione di freschezza che spezza la cremosità e illumina l’affumicato. È quella nota agrumata che ti rimette in equilibrio a metà boccone e allunga il finale, rendendolo più pulito e persistente. Il piatto funziona perché non è solo delicato, non è solo intenso, è entrambe le cose e l’arancia fa da ponte perfetto.

Delicato, intenso, sorprendente

Tra sfoglia morbida, centro vegetale, latticello fresco e anguilla affumicata, ogni elemento racconta una sfumatura diversa. I piccoli fiori blu e i tocchi verdi non sono decorazione, sono parte della sensazione, quella leggerezza elegante che rimane addosso. È un piatto che non punta a stupire con l’eccesso, ma con precisione, e per questo resta in testa anche dopo l’ultimo raviolo.

Panna cotta alla vaniglia e fava tonka
Polpo arrostito